Daily Routine

2020
UHD Video
Duration 11′

The protagonist of Daily Routine lives in a bare house of glass and concrete, where just a few minimalist furnishings punctuate an otherwise empty space. From dusk into the night, her solitude is interrupted only by a sequence of ordinary actions that seem to have become routine: checking the security cameras, smoking a cigarette, fixing dinner, and exercising on an elliptical bike. It soon becomes clear that the austere, see-through architecture is actually an instrument of control: everything is visible from outside, and a distant gaze seems to detect every movement taking place inside this structure of surveillance. The silence that weighs on this house is interrupted only by a few peremptory phone calls, which seem to be instructions that require no reply: a male voice checks that everything is locked up and expresses satisfaction with the flawless decor. Through a very spare use of action and narrative, Masbedo turns the camera into an obsessive tool of male domination, depicting the frenzy of narcissism, the yen for control, and the expression of violence through the subtlest forms of objectification. In Daily Routine, partner abuse has no need to manifest itself through sudden, shocking acts: it is deeply entrenched in the relationship dynamics, seeps into the walls and glints off the vast windows, dwells in the silences, and gives an infernal rhythm to physical exercise, pervading even the act of nourishment. And it is precisely through the mechanical aspect of that workout that this film reveals its subtlest and most chilling side, the bassline and constant beat of violence. 

La protagonista di Daily Routine abita una casa spoglia fatta di vetro e cemento, all’interno della quale pochi arredi minimalisti punteggiano uno spazio altrimenti vuoto. Dall’imbrunire fino alla notte, la sua solitudine è interrotta da una sequenza di gesti ordinari cui sembra essere ormai assuefatta: controllare le telecamere di sicurezza, fumare, prepararsi la cena e allenarsi su una cyclette ellittica. Diventa presto evidente come questa architettura severa e trasparente sia, in realtà, uno strumento di controllo: tutto è visibile dall’esterno e uno sguardo lontano sembra registrare ogni movimento che avvenga all’interno di questa struttura del dominio.
Il silenzio che grava su questa casa è interrotto solo da poche, perentorie comunicazioni telefoniche, quasi fossero istruzioni che non richiedono risposte: una voce maschile si assicura che tutto sia sigillato ed esprime soddisfazione per la perfezione degli arredi. Attraverso una estrema economia di azioni e narrazione, i Masbedo trasformano la telecamera in uno strumento ossessivo del dominio maschile, mettendo in scena di quest’ultimo il delirio narcisistico, l’ansia di controllo e l’espressione della violenza attraverso la più quita forma di oggettificazione della propria partner. In Daily Routine l’abuso non ha bisogno di manifestarsi in gesti improvvisi ed eclatanti: esso si è, infatti, sedimentato nella dinamica relazionale di coppia, impregna i muri e si riflette sulle ampie vetrate, abita i silenzi e scandisce con ritmo infernale l’allenamento fisico, fino a penetrare nei gesti stessi della nutrizione. Ed è proprio nell’aspetto meccanico dell’esercizio fisico che si esprime la dimensione più sottile ed agghiacciante di quest’opera, che della violenza evoca il basso continuo e il battito costante.

Credits

Commissioned by In Between Art Film
for the project MASCARILLA19 – Codes of Domestic Violence
Co-produced by Antonella Benassi
curated by Leonardo Bigazzi, Alessandro Rabottini, Paola Ugolini

with
Anna Della Rosa

Original Soundtrack
Davide Tomat and G.U.P Alcaro

Exhibition History

Screening at MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Rome, 15-31.10.20

Lo schermo dell’arte – Festival internazionale di cinema e arte contemporanea, Florence, 10-14.11.20